Ricostruire secondo una visione di sviluppo e miglioramento per il territorio. Dal convegno di Antrodoco del 9/11/2017

Ricostruire secondo una visione di sviluppo e miglioramento per il territorio: questo il filo conduttore che ha caratterizzato gli interventi dei relatori che hanno partecipato ieri al convegno “La nostra ricostruzione: lontano dai riflettori, vicini alla gente” organizzato da Confartigianato Imprese Rieti, ANAEPA Confartigianato Edilizia con la collaborazione del Comune di Antrodoco.

Una sala gremita di imprenditori, professionisti e cittadini privati ha accolto il Direttore dell’Ufficio Ricostruzione Lazio, Stefano Fermante. La relazione, completa di numeri e considerazioni su quanto finora realizzato, ha fornito diversi spunti di riflessione per i successivi interventi e per chi tenta di districarsi fra le 41 ordinanze già emanate dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione. Tra i dati più interessanti riportiamo quelli sul piano per le opere pubbliche: “Dalle stime fatte insieme alle amministrazioni comunali coinvolte dal sisma, risulta che il piano di interventi consiste in un valore intorno ai 400 milioni di euro, di cui 120 milioni già finanziati. Una cifra che rappresenta già un volano economico rilevante per questo territorio, se realizzato correttamente e in tempi rapidi come vorremmo”, ha affermato Stefano Fermante. Nel dettaglio, di questi 120 milioni, 28,5 sono stati destinate a edifici comunali, musei e strade; 40 milioni per l’edilizia scolastica; 35 milioni ai beni culturali; 4,3 ai beni ecclesiastici; 2,2 milioni all’edilizia residenziale pubblica. “È evidente  – ha sottolineato Fermante – che queste risorse finanziare, concentrate in un territorio così ristretto quale è la zona cratere del reatino, trova difficoltà in termini di attuazione degli interventi, perché necessita di una struttura amministrativa e organizzativa, sia dell’ufficio Ricostruzione che da parte delle amministrazioni comunali coinvolte, rilevante in termini di competenze tecniche”.

Una riflessione a parte è stata dedicata alla ricostruzione privata. Secondo il Direttore Fermante, in questo caso “il meccanismo deve evidentemente ancora mettersi in moto, considerando che finora l’Ufficio Ricostruzione Lazio ha ricevuto solo 1292 pratiche, di cui circa 800 su aspetti tecnici predisposte da professionisti nominati dai privati cittadini; cui 122 relative a interventi su edifici privati con danni lievi e 33 su edifici con danni gravi, quasi come se il terremoto qui non ci fosse stato. Più consistenti le richieste di delocalizzazione delle attività produttive, 209 pratiche di cui buona parte evase, sulla quale però non abbiamo ancora la totale soddisfazione da parte degli imprenditori, considerando che i vincoli fissati dalla norma sono estremamente rigidi”.

Particolare attenzione è stata dedicata al Piano per lo sviluppo delle infrastrutture e rafforzamento delle imprese che l’Ufficio Ricostruzione Lazio dovrà predisporre in collaborazione con enti e soggetti di rappresentanza del territorio. “In questo caso serve una visione più ampia, che consideri la situazione anche ante-sisma: le aree interne e dell’appennino, anche prima del terremoto erano caratterizzate da un progressivo  spopolamento e isolamento. Per programmare le misure di sostegno è necessaria quindi una valutazione più ampia e integrata. Non a caso abbiamo stretto un accordo con la Sabina Universitas per realizzare, presumibilmente entro il primo semestre 2018, uno studio che ci supporti da un punto di vista scientifico.

Dopo Stefano Fermante, è intervenuta Cinzia Francia, responsabile dell’ufficio Fiscale e Presidente di Confartigianato Servizi Rieti, che ha esposto caratteristiche, criticità e scadenze per le imprese per usufruire delle agevolazioni della Zona Franca Urbana.

Interessanti anche gli interventi dei tecnici di Confartigianato ANAEPA Edilizia i quali, oltre a illustrare i contenuti delle varie ordinanze, hanno fornito uno spunto di riflessione con un progetto denominato “imprese di prossimità”, mirato ad alleggerire le procedure di assegnazione dei lavori per l’edilizia privata e gli interventi di valore economico più contenuti. Una proposta che ANAEPA sosterrà in fase di confronto con il Governo, al fine di semplificare i vincoli previsti dalla normativa.

Anche Gastone Curini, Presidente della V Comunità Montana, ha fornito il proprio punto di vista sul ruolo che gli enti locali possono ritagliarsi e sul contributo che possono fornire in un progetto di ricostruzione integrato.

Ha chiuso i lavori Fabio Refrigeri, Assessore alle Infrastrutture, Politiche Abitative ed Enti Locali della Regione Lazio. Anche in questo caso è stata evidenziata la necessità di pensare al futuro con una visione più ampia, che esuli dall’emergenza e dalla semplice e identica ricostruzione di ciò che c’era.

“Intervenire a questo convegno, organizzato dal Comune di Antrodoco e da Confartigianato, mi ha dato l’opportunità di partecipare ad un ambito importante di quella visione complessiva che, geograficamente ed amministrativamente, abbiamo imparato a chiamare “cratere sismico”. Un’area che, a distanza di oltre un anno dal terremoto, ci vede qui a discutere e a confrontarci sotto un titolo evocativo, che io ritengo significativo: la nostra Ricostruzione, lontano dai riflettori, vicini alla gente.

Molto è stato fatto in questi mesi, con la collaborazione di tutti, ma non ho dubbi che la parte più salda di questo percorso l’abbia espresso il senso di quanti – e credo che non siano pochi – si sono sentiti chiamati a “fare”, senza tante chiacchiere, con la laboriosità cocciuta della gente che da sempre abita queste terre, persone che non son state solo Amatrice ed Accumoli, ma tante e diverse comunità. Per questo sono grato agli organizzatori, per una nuova opportunità di incontrarsi, per ridefinire i termini utili alla crescita economica dell’area, dell’intera valle del Velino, sempre più consci adesso delle criticità ma, grazie ai contributi che ho ascoltato dalla platea, protagonisti sempre più consapevoli degli ingredienti necessari per un rilancio, grazie all’interlocuzione a alla collaborazione tra istituzioni, enti locali, parti sociali, associazioni datoriali.

Da quanto è emerso, però, mi convinco sempre più che, dopo il lavoro emergenziale svolto, non sia la “ricostruzione” il nostro obiettivo ma la “costruzione”, ovvero cogliere l’opportunità di trasformare le energie e la produttività di questa aree interne in sistema innovativo, solido della vocazione di peculiarità proprie di questi luoghi, ma rigenerate in chiave di sistema. Come farlo? Conducendo le comunità verso la sincronizzazione di investimenti, atti amministrativi, definizione di lavori, sino a convergere dentro una pianificazione più ampia, di crescita economica che valorizzi i particolari contribuendo allo sviluppo generale.

Il contribuito di Confartigianato Imprese, Confartigianato Edilizia, Confartigianato Servizi, così come il progetto delle imprese di prossimità sommato ai potenziali in crescita di connettività ed innovazione tecnologica, sono tutti protagonismi che possiamo permetterci. Perché lasciarli marciare alla rinfusa? So che, a partire dal Comune di Antrodoco, tanti primi cittadini di queste terre sono coscienti di quanto l’aspetto unitario di “area” rappresenti la certezza produttiva per le proprie popolazioni, cento volte superiore a qualsivoglia tentazione individualistica e, in quanto tale, campanilisticamente sterile. “Costruire”, dunque, sommando identità definite ed impegnate per un obiettivo comune: indifferenti ai riflettori, ben piantati tra la gente”.

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