Fiscalità per le imprese del cratere: regolarità contributiva e decremento del fatturato nella ZFU

Su segnalazione di Confartigianato Imprese Rieti, le associazioni regionali di Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Agenzia delle Entrate una nota nella quale si evidenzia la mancata pubblicazione di una circolare operativa, che di fatto rende ad oggi inapplicabile la sospensione contributiva per le imprese che hanno subito un decremento del fatturato del 25% successivamente al sisma, anomalia riscontrata solo nei comuni di Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto.

Ma facciamo un passo indietro. L’art. 48 del D.L.189/2016 (convertito in Legge n. 45 del 07/04/2017) stabilisce la proroga e la sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi, nonché la sospensione dei termini amministrativi,  per le imprese con sede nei 140 comuni ricadenti nella zona del cratere. Il comma 1-ter recita che “nei comuni di Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto, le disposizioni  si applicano limitatamente ai singoli soggetti danneggiati ai sensi dell’art. 1, comma 1, del presente decreto”.  Con modello INPS “SC90-B” è consentito richiedere, ove possibile, la sospensione degli adempimenti e del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

L’art. 46 della  L.96/2017 (che ha convertito in legge il D.L. 50 del 24/04/2017), istituisce e disciplina una zona franca urbana nei comuni delle regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti dal 24 agosto 2016. Quindi, le imprese che hanno la sede principale o l’unità locale all’interno della zona franca e che hanno subìto, a causa degli eventi sismici, la riduzione del fatturato pari almeno al 25%, circoscritta al periodo dal 1° settembre al 31 dicembre 2016 e parametrata al corrispondente periodo del 2015,  possono beneficiare:

  1. dell’esenzione dalle imposte sui redditi, fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell’importo di 100.000 euro;
  2. dell’esenzione dall’IRAP del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca nel limite di euro 300.000 per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta;
  3. dell’esenzione dalla imposta municipale propria per gli immobili siti nella zona franca, posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica;
  4. dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Tale esonero spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca urbana.

Le suddette esenzioni spettano per due anni. Tuttavia se, per esempio, un titolare di reddito di impresa, con sede principale o  unità locale nel comune di Rieti, (comune ricadente nei 140 della ZFU) avesse subito un decremento del fatturato pari al 25% –   secondo le modalità indicate dalla norma (art.46) –  sarebbe per legge esonerato dal pagamento  dei contributi previdenziali e assistenziali e delle imposte di cui ai precedenti punti a., b., c. , d. Avendo però, sede nel comune di Rieti, (lo stesso avviene nei comuni di Teramo, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto) nel caso non sia un “soggetto danneggiato” secondo i dettami dell’art.48 dl.189/2016:

  • non può presentare modello “SC90-B” e di conseguenza, non pagando i contributi previdenziali e assistenziali come consentito  dall’art.46  della L.96/2017,  non avrebbe la regolarità contributiva, in quanto l’INPS non ha ancora predisposto la modulistica specifica per tale casistica”;
  • essendo le modalità di accesso e di fruizione delle agevolazioni fiscali non ancora definite da parte dell’Agenzia delle Entrate e del MISE, potrebbe incorrere in sanzioni per tardività nel pagamento/compensazione delle imposte.

Considerando questa doppia anomalia, Confartigianato Imprese Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria, hanno chiesto l’emanazione immediata di circolari da parte del MISE e dell’Agenzia delle Entrate che determinino le modalità operative per poter usufruire delle agevolazioni fiscali,  nonché di una circolare/provvedimento ed eventuale modulistica da parte dell’INPS che disciplini le modalità operative per usufruire delle esenzioni contributive.

Confartigianato Imprese Rieti auspica che il MISE e l’Agenzia delle Entrate colgano la sollecitazione ed emanino le circolari attese dalla imprese, che di fatto porrebbero rimedio ad una “incongruenza” normativa.

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